Se avete visto Indiana Jones e il Tempio Maledetto, avete un’idea di chi fossero i Thug: fanatici assetati di sangue che strappavano cuori in onore della dea Kali. Ma la realtà storica, come spesso accade, è più inquietante della finzione e molto più controversa.
La parola “thug” oggi in inglese significa “teppista” o “criminale violento“, resa celebre dalla cultura hip-hop americana. Pochi sanno che deriva dall’hindi thag, che significa “ingannatore” o “truffatore”. Ed è proprio l’inganno l’arma principale di quella che il Guinness dei Primati classifica come la più letale organizzazione criminale della storia.

L’omicidio come arte (e devozione)
Operativi in India per secoli (le prime menzioni risalgono al 1300), i Thug non erano banditi comuni. Non assalivano le carovane armi in pugno. Si fingevano viaggiatori, mercanti o pellegrini. Si univano alle carovane, ne guadagnavano la fiducia, condividevano il cibo e le storie attorno al fuoco per giorni o settimane. Poi, a un segnale convenuto, scattavano. Niente sangue, niente urla. Usavano un fazzoletto di seta o tessuto (spesso giallo), il rumal, per strangolare le vittime nel sonno o durante una pausa. I corpi venivano sepolti rapidamente con un piccone sacro, consacrato alla dea Kali. Nessun testimone, nessuna traccia. Solo viaggiatori svaniti nel nulla.
Secondo la narrazione classica, i Thug credevano che ogni omicidio fosse un sacrificio necessario per saziare la Dea della Distruzione e mantenere l’equilibrio del mondo. Il più prolifico di loro, Thug Behram, confessò di aver strangolato personalmente 931 persone tra il 1790 e il 1840.
L’intervento britannico e il dubbio storico
Negli anni ’30 dell’Ottocento, l’amministrazione coloniale britannica, guidata dall’ufficiale William Sleeman, lanciò una campagna massiccia per sradicare la setta. Furono catturati migliaia di Thug, molti dei quali furono impiccati o deportati. Sleeman usò un sistema di “collaboratori di giustizia” ante-litteram, mappando una rete criminale che copriva l’intero subcontinente.
Ma qui “Codex Historia” deve fare il suo dovere e insinuare il dubbio. Gli storici moderni si chiedono: i Thug erano davvero una setta religiosa unitaria? O è stata un’invenzione coloniale? C’è il forte sospetto che gli inglesi abbiano esagerato l’aspetto religioso e “cultuale” per giustificare leggi draconiane e il controllo totale sulla popolazione indiana. Molti “Thug” erano probabilmente semplici banditi di strada, disperati o mercenari smobilitati, che veneravano divinità diverse (inclusi musulmani e sikh, non solo indù devoti a Kali).

Gli inglesi avevano bisogno di un “mostro” barbarico per porsi come i salvatori civilizzatori. Creando il mito della “confraternita segreta degli assassini”, legittimarono la loro presenza in India. I Thug esistevano ed erano assassini spietati, questo è indubbio. Ma forse, la “setta di Kali” monolitica e mistica è stata l’ennesima storia di fantasmi raccontata dai vincitori per controllare i vinti.

