Pochi personaggi storici affascinano e dividono come Giovanna d’Arco. La “Pulzella d’Orléans”, eroina della Guerra dei Cent’Anni, condottiera ispirata e santa patrona di Francia, è un’icona di fede e coraggio. Ma al di là della leggenda e della canonizzazione, “Codex Historia” si pone una domanda scomoda ma necessaria: e se le “voci divine” che guidavano Giovanna fossero state il sintomo di una condizione psichiatrica? Un’analisi retrospettiva con gli strumenti moderni ci offre nuove, affascinanti prospettive.
Le voci e le visioni di Giovanna d’Arco
Fin dall’età di circa 13 anni, Giovanna affermò di udire voci e avere visioni. Sosteneva che l’Arcangelo Michele, Santa Margherita d’Antiochia e Santa Caterina d’Alessandria le parlassero direttamente, istruendola a liberare la Francia dagli inglesi e a far incoronare Carlo VII a Reims. Queste voci non erano semplici “intuizioni”: Giovanna le descriveva come chiare, udibili, reali, accompagnate da una luce divina e da una sensazione fisica intensa.
Per l’epoca, questo era un segno di elezione divina o, al contrario, di possessione demoniaca. Il concetto di malattia mentale come lo intendiamo oggi era inesistente. I suoi contemporanei, sia sostenitori che accusatori, cercarono di inquadrare la sua esperienza in termini soprannaturali.
Le ipotesi diagnostiche moderne
Oggi, un’analisi retrospettiva, pur non potendo essere una diagnosi definitiva, ci permette di esplorare alcune ipotesi scientifiche sulle “voci” di Giovanna:
- Schizofrenia: La più comune e dibattuta. Le allucinazioni uditive e visive sono sintomi centrali della schizofrenia. La giovane età d’esordio (adolescenza) è tipica. Tuttavia, Giovanna mantenne un pensiero lucido, una forte volontà e capacità strategiche notevoli, caratteristiche che non sempre si conciliano con il quadro classico della schizofrenia grave non trattata.
- Epilessia del lobo temporale: Alcuni tipi di epilessia possono causare allucinazioni complesse (uditive, visive, olfattive) e stati alterati di coscienza, spesso accompagnati da forti esperienze spirituali o mistiche. Questo potrebbe spiegare la natura vivida e pervasiva delle sue visioni.
- Disturbo schizoaffettivo o bipolare con caratteristiche psicotiche: Questi disturbi potrebbero combinare alterazioni dell’umore con sintomi psicotici come le allucinazioni, permettendo periodi di lucidità e funzionalità elevata, compatibili con la sua leadership militare.
- Tubercolosi: Una teoria meno accreditata suggerisce che lesioni cerebrali causate dalla tubercolosi potessero indurre allucinazioni.
È fondamentale ricordare che, indipendentemente da una possibile condizione neurologica o psichiatrica, la fede di Giovanna era autentica e la sua convinzione incrollabile. Le sue “voci” le fornirono una certezza granitica in un’epoca di profonda crisi, trasformandola da contadina analfabeta in una figura carismatica capace di ispirare soldati e re.
La scienza moderna ci offre strumenti per interpretare fenomeni un tempo inspiegabili, ma non può e non deve sminuire la straordinaria forza d’animo, il coraggio e l’impatto storico di Giovanna d’Arco. Che fosse una santa, una guerriera ispirata o una donna che conviveva con una condizione neurologica, la sua capacità di cambiare il corso della storia ascoltando “voci” rimane uno dei misteri più affascinanti dell’umanità.

