I Borgia, storia della famiglia più calunniata del Rinascimento

Veleni, incesti e tradimenti: tutto vero o propaganda politica? Smontiamo la "Leggenda Nera" dei Borgia. Da Lucrezia, vittima e non carnefice, a Cesare, modello di Machiavelli. Scopriamo come l'odio per questi "stranieri" spagnoli ha creato la prima grande campagna di fake news della storia.

Incesto, veleni, orgie in Vaticano e omicidi a sangue freddo. Se la storia dei Borgia fosse una serie TV, sarebbe Game of Thrones all’ennesima potenza. Per secoli, il nome “Borgia” è stato sinonimo del male assoluto. Rodrigo (Papa Alessandro VI), il figlio Cesare (il Valentino) e la figlia Lucrezia sono stati dipinti come mostri depravati.

Ma a “Codex Historia” piace grattare via la vernice della propaganda. E se vi dicessimo che gran parte di quello che sapete su di loro è il frutto della più grande operazione di fake news del Rinascimento?

La famiglia Borgia – Copyright by Codex Historia 2025

La colpa di essere stranieri (e bravissimi)

Per capire l’odio verso i Borgia, bisogna guardare la carta d’identità. Erano spagnoli (catalani, per la precisione). In un’Italia divisa tra potenti famiglie romane (Orsini, Colonna) e signorie locali, l’ascesa di questi “stranieri” al trono di Pietro fu vista come un’invasione. Rodrigo Borgia non divenne Papa comprando i voti più degli altri (lo facevano tutti); vinse perché era un politico geniale e un amministratore capace. I suoi nemici, guidati dal futuro Papa Giulio II (Giuliano della Rovere), non potendo batterlo sul campo, lo distrussero con la penna, inventando storie di lussuria inimmaginabile per screditare la sua autorità spirituale.

Lucrezia, la vittima diventata carnefice

La figura più tragicamente distorta è quella di Lucrezia Borgia. La leggenda la dipinge come un’avvelenatrice che portava un anello cavo pieno di cantarella (arsenico) per uccidere gli amanti. La realtà storica? Lucrezia fu una pedina politica nelle mani del padre e del fratello, data in sposa tre volte per cementare alleanze. Non solo non avvelenò nessuno, ma quando divenne Duchessa di Ferrara, si dimostrò una governante saggia, una mecenate delle arti amata dal popolo e lodata da poeti come l’Ariosto. L’accusa di incesto con il padre e il fratello? Una maldicenza messa in giro dal suo primo marito, umiliato per essere stato costretto al divorzio per “impotenza”.

Papa Borgia a San Pietro – Copyright by Codex Historia 2025

Cesare: il Principe amato da Machiavelli

Cesare Borgia fu spietato? Assolutamente sì. Fece uccidere i suoi rivali? Certo. Ma nel contesto del 1500, non era più crudele di un Medici o di uno Sforza. Era solo più efficiente. Niccolò Machiavelli lo prese a modello per Il Principe non perché fosse un mostro, ma perché era riuscito a pacificare la Romagna, eliminando i signorotti locali corrotti e instaurando un governo funzionante e una giustizia (relativamente) equa.

I Borgia non erano santi. Erano ambiziosi, mondani e spregiudicati. Ma la loro “mostruosità” è stata costruita a tavolino dai vincitori che presero il potere dopo la loro caduta. La storia la scrive chi vince, e i Borgia, alla fine, hanno perso.

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