Nella storia millenaria della Cina imperiale, ci sono stati oltre 400 imperatori. Tutti uomini. Tutti, tranne una. Il suo nome era Wu Zetian, e la sua storia fa sembrare Il Trono di Spade una fiaba per bambini.
Wu Zetian e la rivisitazione storica dell’imperatrice
Per secoli, gli storici confuciani l’hanno dipinta come un mostro: una strega manipolatrice, un’usurpatrice assetata di sangue che avrebbe ucciso persino i suoi figli pur di ottenere il potere. Ma oggi, grazie a una nuova lettura delle fonti, “Codex Historia” vi racconta una verità più complessa: Wu Zetian fu una delle menti politiche più brillanti che l’Asia abbia mai conosciuto.
Dall’harem al potere assoluto
La sua scalata fu, letteralmente, incredibile. Entrata a corte a 14 anni come concubina di basso rango dell’Imperatore Taizong, alla morte di quest’ultimo avrebbe dovuto finire i suoi giorni in un tempio buddista, come da tradizione. Invece, Wu aveva già sedotto l’erede al trono, Gaozong. Tornò a palazzo, eliminò la moglie legittima dell’imperatore e la concubina favorita (si dice facendole uccidere in modi atroci, anche se qui la leggenda nera potrebbe esagerare) e divenne Imperatrice consorte.
Quando il marito fu colpito da un ictus, Wu divenne l’imperatore de facto. Ma non le bastava governare da dietro una tenda. Nel 690 d.C., fece l’impensabile: fondò la sua dinastia (la dinastia Zhou) e si proclamò Huangdi (Imperatore), un titolo riservato esclusivamente ai maschi.
Terrore e meritocrazia
Come mantenne il potere in una società profondamente patriarcale? Con il bastone e la carota.
Da un lato, istituì una polizia segreta terrificante per eliminare ogni opposizione aristocratica e militare. Chiunque sussurrasse contro di lei spariva.
Dall’altro, fu una rivoluzionaria. Capì che per sopravvivere doveva distruggere il potere delle vecchie famiglie nobili. Per farlo, potenziò come mai prima d’ora il sistema degli Esami Imperiali. Wu Zetian aprì le porte del governo agli uomini di talento provenienti dalle classi inferiori. Non le importava il cognome, le importava l’intelligenza. Creò una burocrazia leale solo a lei.
Sotto il suo regno, l’impero si estese in Asia Centrale, l’agricoltura fiorì e il Buddismo fu elevato sopra il Taoismo (usando le scritture per legittimare il regno femminile).
La Stele senza parole
Morì nel 705 d.C., a 80 anni, dopo essere stata costretta ad abdicare in favore del figlio (ripristinando la dinastia Tang).
La cosa più affascinante? La sua tomba. Davanti ai mausolei imperiali si erigevano enormi steli di pietra con incise le gesta del defunto. La stele di Wu Zetian esiste, ma è completamente vuota.
Alcuni dicono che fosse un atto di arroganza (“Le mie gesta sono troppe per essere scritte”), altri di umiltà, altri ancora un testamento finale: Wu sapeva che gli storici uomini l’avrebbero odiata, così lasciò la pietra bianca, sfidando i posteri a giudicarla non dalle parole, ma dai fatti.

